icona russa del sec. XVII, riadesione degli strati pittorici


L'icona raffigurante San Nicola era interessata in numerosi punti della superficie dal sollevamento del film pittorico, ridotto in scaglie, tipiche della craquelure che si forma per una riduzione dell'adesione al sostrato in gesso e colla, per il cambiamento delle tensioni tra policromia (tecnica della tempera all'uovo) e supporto dovute a sbalzi di temperatura e umidità relativa.

Nel particolare si notano le scodellature dello strato superficiale e le numerose cadute di colore, dentro le lacune si può osservare a volte il colore del gesso di preparazione del supporto.

Con l'infiltrazione tramite ago di siringa e tramite imbibizione per capillarità di colla di storione al 5%, si è potuto far riaderire le scaglie con una spianatura molto delicata, e in seguito colmare le lacune millimetriche con un impasto di gesso e colla di coniglio. Le microfotografie sono state prese ad un ingrandimento superiore al 50x
Si è proceduto ad un minimo intervento di ritocco pittorico solo nelle lacune stuccate, con colori ad acquerello
L'intervento ha mirato a consolidare principalmente lo strato superficiale pittorico e a ridurre al minimo ogni inserzione di carattere estetico, solamente per adeguare la percezione ad un unitario quadro compositivo